Porto, 29/10/2018

Più si prosegue e più la vita mi mette in difficoltà. La bellezza che mi circonda si dimostra sempre affascinante ma poi se ne perde in relazioni, forse le mie esperienze hanno dato questi frutti ed io ingenuo ne sono rimasto avvolto, aggrovigliato all’interno dei miei pensieri dei miei sé e dei miei ma, di tutti questi momenti in cui ho creduto in qualcos’altro.

Continuiamo ad allontanarci ma dopotutto non c’è fuga da tutto questo disordine; radici piantate di alberi storti seguono il proprio percorso desiderando l’essere fiori, cortecce segnate dalle ore di ogni singola stagione mostrano le ferite evidenti, non quelle che scorrono tra la linfa. Ogni tanto qualche passero viene a posarsi per poi andarsene, dalle braccia, ospiti entrano ed escono portando via qualcosa, spogliandomi delle mie foglie che, come i frutti creati, per natura, tenderanno a cadere.

Anche se abituati fa pur sempre male, il modo per tornare adolescenti in un batter d’occhio, il modo per riaffiorare certi sentimenti.

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Porto, 24/09/2018

La stanchezza, il buio, la malavoglia, la marmellata

Le aspettative, i desideri, la solitudine, la musica

I colori, le razze, i caffè, i sorrisi

La cenere, le Superbock, la terrazza, il silenzio.

 

Ti ricordo Amanda

La storia d’amore tra due operai che prende vita nei cinque minuti a loro concessi durante la pausa lavorativa delle rispettive fabbriche: in quei cinque minuti erano racchiusi interi anni, emozioni profonde e certezze che solamente nei loro pensieri esistevano; Amanda dopo ogni incontro portava con sé una luce che illuminava tutto ciò che la circondasse. Successivamente Manuel viene poi mandato alla Sierra per combattere, contro la propria voglia, perché dopotutto non aveva mai fatto del male a nessuno e in cinque minuti la sua stessa vita terminò come quella di molti altri e Amanda dovette tornare al lavoro perché la pausa era finita.

“Te Recuerdo Amanda” è frutto del cantautore e poeta cileno Victor Jara, personaggio militante del “Partido comunista de Chile” (il partito di Pablo Neruda) e membro del comitato centrale delle “Juventudes Comunistas de Chile”. L’impegno nella vita politica è derivato anche dalla partecipazione del movimento culturale e musicale che prende il nome di “Nueva Canción Chilena” iniziato negli anni sessanta.

Questa composizione può essere interpretata anche come un omaggio alla donna, donna sposata con un operaio che subisce continuamente le ingiustizie lavorative, salariali e di sfruttamento che portano a vivere la proprie esistenza secondo queste regole. Seppur siano passati molti anni la canzone rimane attuale, è un viaggio senza tempo che con semplicità narra una delle realtà cicliche a cui ci si confronta.

Esistono differenti versioni che raccontano la formazione di questa opera ma in entrambe si conferma che i nomi dei protagonisti (Amanda e Manuel) siano i nomi dei genitori di Jara e della figlia. Victor Jara compose questa canzone tra il 1968 e il 1969 a Londra dove conobbe due giovani lavoratori della classe operai che con la propria storia fornirono le emozioni perfette per la creazione. La pubblicazione esatta è datata 1969, e prende parte dell’album “Pongo en tus manos abiertas…”.  Egli venne poi ucciso qualche anno dopo, nel 1973, dai soldati cileni per il suo modo di pensare differente, a pochi giorni di distanza dal golpe di stato messo in piedi da Augusto Pinochet in data 11 Settembre 1973. La sua morte non ha cancellato l’importanza di questa opera ma, viceversa, l’ha resa uno tra i classici dell’America latina, è definita come genere folk o musica protesta.

Victor Jara con il suo impegno artistico non è mai morto, ha ispirato numerosi artisti da tutto il mondo che ne mantengono viva la memoria, l’originalità e il sentimento che lo accompagnava.

 

Maria – Marìa

Lei non è bella, ma quando sorride a mia volta sorrido. Questo effetto domino rende un’istante interminabile.

Uno sguardo, un sorriso, l’infinito; così semplice ma così complesso.

Ella no es hermosa, pero cuando sonrìe a mi vèz sonrìo. Este efecto dominó hace un instante interminable.

Una mirada, una sonrisa, el infinito; tan simple pero tan complejo. 

Apnea

Non posso dirti cosa penso, trattengo il fiato, chiudo gli occhi e mi gira la testa.

“Sono arrabbiato e ti odio, i tuoi problemi sono diventati i miei. Ho provato ad aiutarti ma non so cosa altro fare, ho già i miei dubbi e le mie incertezze che mi annebbiano la mente. Sei depresso e questo tuo stato d’animo influenza anche me, se non ne esci, nessuno può salvarsi, siamo su differenti barche ma sono tutte pilotate da te, purtroppo. Le tue parole impregnate di collera mi fanno piangere ma ormai ho imparato a trattenerle dentro di me lasciandole stagnare intorno al cuore,  l’ennesima dimostrazione di come l’essere umano possa essere tanto ostile col suo prossimo. Tutto questo benessere che ci circonda lo vivo come un malessere: obblighi, falsi sentimenti, gioie effimere ci deviano dalla verità.

Lei invece non la comprendo bene, ma credo sia giusto così, non può scomporsi. I suoi occhi però non mentono, sarebbe più facile se non trasmettessero infelicità. Spesso la rispetto e l’ammiro, non avrei la forza di sopportare il peso di certe parole, non avrei neanche il carattere per fare la vita che le è capitata, non credo se la sia scelta. Non passiamo molto tempo insieme e mai ne passeremo, anch’io commetto i miei errori, ti chiedo scusa.

Non riesco a capire chi stia sbagliando o chi abbia ragione. Più ci avviciniamo e più siamo soli.

Non è semplice essere il protagonista della propria vita.”

Nel riflesso di uno specchio – En el reflejo de un espejo

Ricordo con nostalgia quei momenti di serenità, dove ero spensierato. Le giornate d’estate passate all’ombra di un albero e le giornate d’inverno nascosto dalla nebbia. L’amore non contraccambiato, sigarette per mandare il tempo in fumo, per non sentirsi l’unico.

Quei giorni, così assorto nei miei pensieri, navigavo senza meta e senza paura delle difficoltà a cui sarei andato in contro.

Ho un nodo alla gola che quando vuole si stringe lasciandomi senza fiato.

Recuerdo con nostalgia aquellos momentos de serenidad. Los dìas de verano pasados bajo la sombra de un arbol y los dìas de invierno oculto por la niebla.

El amor no correspondido, cigarillos para convertir el tiempo en humo, para no sentirse único.

Aquellos dìas, tan absorto en mis pensamientos, navegué sin rumbo y sin miedo a las adversidades a las que me enfrentaría.

Tengo un nudo en la garganta que cuando quiere se aprieta, dejándome sin aliento.

(Barbara)